Sensibilità ed empatia sono i veri segreti del successo nella comunicazione

La frenesia di tutti i giorni, il consumismo e l’enorme quantità di contenuti con i quali si entra in contatto in internet hanno contribuito, fra le altre cose, ad un generale e diffuso impoverimento dei rapporti umani, rendendo le relazioni più distanti e fredde. Nel mondo della comunicazione e soprattutto in quella veicolata dal web vi sono due elementi imprescindibili che rendono qualunque messaggio non un mero veicolo informativo, bensì un prezioso momento di condivisione. Parliamo della sensibilità e dell’empatia, due qualità speciali fra le più belle e importanti.

La tendenza degli ultimi anni ci dice che anche molte Società hanno capito tutto ciò e si muovono in questa direzione: proporre i propri prodotti o servizi in modo che si soddisfi un bisogno, ma in un’accezione spirituale, morale o quantomeno impalpabile. Non si acquista un bene, bensì lo stato d’animo che quell’acquisto ci procura. Ecco dunque che anche nella pubblicità appare una forma di comunicazione molto più votata a suscitare emozioni, che sappia toccare l’animo di chi la fruisce e possa fornirgli qualcosa che vada ben oltre il semplice contatto commerciale.

Internet è stato portatore di innumerevoli vantaggi, proprio per la sua vocazione globale che ci permette di visitare un negozio in Australia, in Argentina, in Sudafrica o in Marocco restando comodamente seduti in poltrona nel salotto di casa, tuttavia come in ogni favola che si rispetti, anche qui vi è un lato negativo: i rapporti umani sono diventati più distanti. In rete non vi è la possibilità di incontrare il nostro interlocutore, stringergli la mano o abbracciarlo, non si possono quindi inserire tutti quegli elementi nella comunicazione che si instaura che invece sono del tutto naturali nella realtà.

Un’Azienda, però, ha bisogno di vendere e trovare il suo spazio sul mercato. Come fare?

Facendo leva proprio sulle emozioni e sull’instaurare con il pubblico un rapporto umano dove si privilegia il contatto, il dialogo, la condivisione di valori, comprendendo i bisogni dei propri clienti non in chiave consumistica, bensì emotiva. Come? Attraverso l’empatia, ossia la straordinaria capacità di immedesimarsi nel nostro interlocutore, provare la sua gioia o il suo dolore, farli nostri e comprendere così appieno il suo stato d’animo, per poter gioire con lui o confortarlo.

Ci sono prodotti o servizi che meglio di altri si sposano con questa metodologia, tuttavia si può affermare che in generale si possa (e si debba) agire sempre in tale direzione proprio perché ciò che più conta per un individuo è la sua felicità, prima ancora del benessere ottenuto da beni o servizi acquistati. Ciò è fondamentale da comprendere in quanto tutti desiderano trovare soddisfazione morale, spirituale ed emotiva prima ancora di qualunque altro elemento.

Fra le righe si potrebbe intendere, erroneamente, che qualsiasi messaggio pubblicitario debba quindi ingannare i propri spettatori attraverso queste tecniche. In realtà è il contrario, ossia vendere uno stato d’animo e, di conseguenza, il prodotto, non viceversa. Quell’oggetto che si acquista è il veicolo, il mezzo grazie al quale si ottiene un’emozione. Quel detersivo, quel profumo, quella borsa, quel paio di scarpe o quell’autovettura li acquisteremo ugualmente, ma il messaggio che li accompagna ci deve aver colpito, suscitando prima di tutto una scossa nella nostra sensibilità. Ecco dunque che in questo contesto fa la sua apparizione sul palcoscenico un elemento di grandissimo pregio: l’ironia.

Oggi grazie anche all’immensa disponibilità di mezzi di informazione siamo costantemente aggiornati sulle innumerevoli vicende che popolano i casi di cronaca in tutto il mondo e dunque siamo quasi più a contatto con fatti brutti e devastanti rispetto agli avvenimenti capaci di strapparci un sorriso o addirittura una risata divertita. Ecco, comunicare qualcosa capace di toccare la nostra sensibilità e magari allo stesso tempo riuscire a rallegrarci la giornata sarebbe il massimo auspicabile per qualsiasi messaggio commerciale e non solo.

È doveroso spezzare qui una lancia a favore del multiculturalismo, in quanto seppur si viva in un mondo estremamente globalizzato e ogni individuo sia un’entità a sé, con una cultura propria, valori, background di crescita e residenza geografica fra le più disparate, è e resta un essere umano e dunque seppur gli individui sul nostro Pianeta siano diversissimi fra loro, tutti condividono i medesimi stati d’animo, tutti perseguono la felicità, tutti provano sentimenti ed emozioni. Ciò che cambia e che ci rende unici è come si prova o si persegue tutto ciò.
In tal senso quindi ciò che si propone attraverso i media deve essere “aggiustato” per il pubblico che si vuole raggiungere, tenendo sempre in considerazione le differenze culturali, religiose e geografiche che ci rendono unici e dunque speciali. Ciò che rende straordinario il mondo della comunicazione è proprio questo: tutti comunicano, ma ognuno lo fa in modo differente. Conoscere, capire e soprattutto rispettare le differenze ci permette di “andare a segno”, trasmettendo il nostro messaggio alla persona giusta e nel modo giusto.

L’impostazione di siti e pagine social deve seguire questa medesima linea. Oggi è determinante far leva sui valori umani che si condividono, entrando così in sinergia fra la squadra che opera in Azienda e il Cliente. Diventa una relazione stretta, continua, indissolubile e inscindibile che rafforza il rapporto che si instaura e soprattutto avvicina il consumatore non solo al prodotto o servizio, ma a ciò che esiste alle sue spalle, ossia ai valori che ne hanno permesso la realizzazione. Si può quindi affermare che la clientela oggi è parte integrante del processo produttivo e di qualunque strategia di mercato, mai solo la fruitrice finale. Dare maggior risalto a tutti questi elementi può essere senza dubbio motivo di grande plauso, capace di fornire un’immagine dell’Azienda più vicina a chi vuole raggiungere.

La tecnologia, attraverso l’informatica e il progresso scientifico, ci permette di compiere azioni e svolgere mansioni impensabili anche solo mezzo secolo fa, tuttavia non perdiamo né dimentichiamo i nostri valori che vanno ben oltre tutto ciò: siamo esseri umani, portatori di emozioni e sentimenti, capacità di sensibilità ed empatia, elementi che nessuna tecnologia potrà mai rubarci e privarci del tutto, a meno che non siano le persone stesse a cederli, rinunciandovi perdendoli così per sempre.

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