Il marketing comunicativo: quando l’attenzione si sposta sul consumatore

Tutti almeno una volta nella vita hanno sentito parlare del Marketing, oscura e ignota disciplina non ben definita, dai confini labili e difficilmente categorizzabili. Facciamo chiarezza!
Tale settore viene abitualmente studiato nelle facoltà economiche, proprio perché la sua natura lo porta ad influire in modo decisivo sugli aspetti che riguardano principalmente la sfera commerciale di una Società. Ma esiste anche il Marketing comunicativo.

Dunque il Marketing è solo uno strumento economico?

No, esistono numerose strategie e una delle più affascinanti è proprio quella che sposa le tecniche proprie del Marketing e quelle del variegato mondo della Comunicazione. Insieme possono dar vita a un’arma dalle potenzialità devastanti!

Ok, ora è chiaro ed è anche interessante! Ma…nella realtà, come opera? Come funziona? Ma soprattutto, a cosa serve?!

Questo potentissimo strumento, oggi più che mai riveste un’importanza determinante per il successo di un’Azienda, non solo per consolidare la sua presenza sul mercato, bensì per guadagnarsi maggior prestigio nel proprio settore merceologico, conquistare più clienti e fidelizzare quelli già acquisiti. Come? Ci sono numerose strategie che affondano le loro basi metodologiche in numerose discipline scientifiche come le scienze che studiano il linguaggio e i processi cognitivi, quelli percettivi, comunicativi e di analisi.

In pratica è come fare pubblicità?

Non proprio. La pubblicità sfrutta altre peculiarità, offrendo al pubblico un elemento squisitamente conoscitivo del prodotto (o dell’Azienda in questione), mentre il Marketing comunicativo spesso “parla” alle persone in modo più indiretto, operando proprio delle azioni, ossia inducendo i consumatori ad interfacciarsi con l’Azienda, a comunicare con essa, a diventare parte attiva dei processi produttivi, consigliando, complimentandosi o criticando i prodotti/servizi offerti. In pratica è una forma di do ut des del Terzo Millennio!
Oggi l’obiettivo, lo scopo principale da raggiungere per qualsiasi realtà imprenditoriale che opera sul mercato è la felicità delle persone, con tutto ciò [di positivo] che questo fatto comporta. Il succo della questione è uno: soddisfare un bisogno nel consumatore, ma che sia principalmente spirituale, emotivo, percettivo e solo successivamente materiale.

I Social Network hanno qualche rilevanza in tutto questo?

I Social oggi hanno un’importanza di primissimo piano in questo processo di crescita e affermazione sul mercato. Sono uno strumento che offre immensi vantaggi sia ai consumatori che alle aziende che li sfruttano in modo attento e oculato. Diventano così una finestra interessantissima nel mondo dell’Azienda, per “guardar dentro” e conoscere più da vicino le persone che vi operano, cosa si fa e come si produce, essere aggiornati sulle novità e interagirvi direttamente. Ma per l’impresa invece? Anch’essa può trarne vantaggi pazzeschi: conoscere più da vicino i gusti dei propri consumatori, risolvere tempestivamente i disguidi di cui si occupa il Customer Care, fornire spunti di crescita, ascoltando i consigli e le critiche reali dei clienti e soprattutto strizzare l’occhio a tutte le persone che ancora non conoscono o non conoscono bene tale realtà aziendale o marchio.

Ma allora è facile! Basta crearsi una pagina Facebook o Twitter dedicata all’Azienda e il gioco è fatto! È scontato che ci saranno maggiori guadagni e tanti clienti in più! È così?

Purtroppo no, se fosse così semplice non saremmo qui a parlarne né soprattutto vi sarebbero figure professionali dedicate che si occupano di studiare, stilare e approntare le giuste strategie. Innanzi tutto bisogna conoscere il mercato di riferimento, quale sia il target di clientela (acquisito e da raggiungere), dove operare (i Social Network non sono tutti uguali né hanno “leggi” di funzionamento simili) e soprattutto come agire.

Spesso i risultati sperati arrivano solo dopo aver operato le giuste sinergie di numerose discipline, ma necessariamente “cucite” addosso all’Azienda, perché ogni realtà è un mondo a sé.

Ma la Comunicazione ha tutti questi “poteri”?

Certo! E moltissimi altri oltre a quelli già enunciati. Siamo gli unici esseri viventi che hanno sviluppato un complesso linguaggio fonetico coordinato e strutturato, oltre ad un linguaggio “parallelo” di enorme importanza: quello non verbale. La maggior parte delle informazioni che trasmettiamo sono infatti di tipo non verbale, ossia non diciamo tutto ciò che vogliamo esprimere solo con le parole, bensì con gesti, simboli, indicazioni, colori, forme, immagini e moltissimo altro. Il mondo di internet permette in larga misura di esprimere questo aspetto vastissimo delle nostre potenzialità, ma anche in tal senso va realizzato nel modo opportuno.

E tu, quando comunichi, stai effettivamente inviando il messaggio giusto affinché non venga frainteso dai tuoi interlocutori?

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