Bambini e ragazzi. La comunicazione Social adatta ai più giovani

Non solo internet ha stravolto la vita di tutti noi, ormai in modo determinante da circa un ventennio, bensì ha avuto effetti ancor più visibili in una fascia della popolazione ben specifica, quella dei bambini. Oggi moltissime persone navigano abitualmente in rete e di queste un numero particolarmente significativo non ha ancora raggiunto la maggiore età, o poco più. Scopriamo come interagire, produrre contenuti e soprattutto essere graditi in un mercato così particolare.

Facciamo subito una considerazione che è importante tenere sempre a mente. I bambini non sono “adulti in miniatura”, hanno gusti, preferenze, interessi, esigenze e in generale una vita profondamente differenti rispetto ai loro genitori, zii e nonni. Dunque una strategia comunicativa che si rivolga a loro non è un mero “adattamento” rispetto a quella che solitamente verrebbe intrapresa per un pubblico più adulto. È un’altra cosa, un altro mondo in cui dobbiamo entrare in punta di piedi. In questo modo, per capire a fondo i nostri interlocutori e sapere come suscitare interesse, non abbiamo altra strada da percorrere se non quella di metterci nei loro panni. Attenzione, non è poi un’impresa impossibile, in fondo tutti noi siamo stati bambini, anche chi ormai lo ha dimenticato.

Il linguaggio usato deve essere necessariamente semplice, diretto, preciso e che tenga in considerazione il principale “nemico” dei più piccoli: la noia. Quindi sì a emozioni, vivacità, gioia, allegria, ironia e novità! Sono dunque da evitarsi testi troppo contorti, lunghi e fumosi, peggio ancora con significati impliciti o doppi sensi.

Di certo queste sono linee guida estremamente generiche, tuttavia è sottinteso (notare che abbiamo appena detto di non sottintendere nulla!) che ogni contenuto deve essere opportunamente adattato al target a cui ci rivolgiamo, alla sua età e alle sue caratteristiche.

Spesso le persone credono che la comunicazione, di cui soprattutto quella di natura commerciale, diretta ai giovani sia qualcosa di assurdo. In fondo sono gli adulti, i loro genitori e famigliari che poi acquisteranno (o non acquisteranno) quel prodotto tanto desiderato, dunque perché rivolgersi ai piccoli quando sono i grandi a spendere? Semplice, perché è doveroso far leva sul desiderio di possedere, disporre, essere felici e appagati. Qual è quel genitore che, avendo a cuore la felicità dei propri figli, non voglia vederli soddisfatti e gioiosi?!

È bene fare una precisazione. La nostra trattazione riguarda squisitamente gli aspetti comunicativi, tuttavia in un campo così delicato è bene fare molta attenzione anche a tutti gli aspetti legali che girano attorno ai bambini. Dunque occhio alle leggi vigenti che regolamentano la pubblicità, le fasce orarie, ma anche ai messaggi comunicati. Sono bandite tutte quelle comunicazioni, anche puramente allusive, con elementi di violenza, razzismo, aspetti di natura sessuale e in generale tutto ciò che possa turbare la serenità di chi non è ancora allenato alla durezza della vita e alle cose meno gradevoli che capitano nel mondo. Alla stessa stregua attenzione anche a ciò che abbia finalità commerciale, visto che seppur ci si rivolga ai bambini, chi intraprenderà un negozio giuridico acquistando beni o servizi sarà necessariamente un adulto. È dunque importantissimo confrontarsi con un professionista che si occupi di discipline legali che sappia guidare in un percorso che rispetti la legge ma soprattutto la tranquillità dei più piccoli.

Ora facciamo un’altra considerazione che troppo spesso viene dimenticata o, peggio, nemmeno lontanamente presa in esame: non dobbiamo “stimolare la fantasia” ai più giovani, perché ne hanno già da vendere. Loro abitano in un mondo meraviglioso, fantastico e strepitoso, dove immedesimarsi e vivere momenti indimenticabili. Il nostro compito, comunicando con loro, è dare conferma che quel mondo esiste davvero, non cercare di stimolarli a credere che esista. Loro ci vivono già!

A questo punto i più pragmatici staranno di certo storcendo il naso. Vediamo di chiarire subito quanto affermato.
Ciò non significa raccontare bugie o farli crescere nella menzogna, in un mondo irreale e lontano dalla vita terrena, bensì far sì che l’infanzia sia un momento magico, vissuto con la purezza e la semplicità che contraddistinguono ogni bambino. Perché infrangere questo sogno e gettarli da subito nel fango che saranno costretti a vedere più in là, avvicinandosi all’età adulta?!

Giungiamo così agli aspetti migliori per i bimbi: i video, le immagini, i disegni e i colori! Il mondo dei piccoli è colorato, anzi coloratissimo! Dunque è determinante che anche tutto ciò che offre la rete sia così per loro e anche qui le possibilità creative non hanno limiti.

Gli elementi che più possono attirare l’attenzione e l’interesse sono proprio quelli più divertenti, ludici e coinvolgenti. Ricordiamo ancora una volta che il modo migliore per perdere uno spettatore / fruitore bambino è farlo annoiare. Già questo fatto vale per gli adulti, figuriamoci per la più tenera età!

Un altro aspetto da non sottovalutare è il contenuto con una finalità più profonda, dove si trasmettono anche valori, emozioni e sentimenti con amore, pace, condivisione, affetto, amicizia, tolleranza, sensibilità, altruismo ed empatia. Questa strategia “moralizzatrice” è particolarmente usata nei film d’animazione proprio perché induce i piccoli spettatori a comprendere e interiorizzare ciò che è giusto nella vita e che il bene deve sempre vincere sul male.

Insomma, la comunicazione rivolta ai piccoli è cosa assai delicata, complessa e certamente più articolata di quella indirizzata agli adulti, per moltissime ragioni. Essere consapevoli di tutto ciò è il primo passo per instaurare un dialogo costruttivo fra due mondi così distanti ma collegati in modo indissolubile. Proprio per l’assenza di “filtri” che i più giovani non hanno ancora sviluppato, è compito dei grandi adoperarsi affinché i contenuti proposti siano sempre adeguati, opportuni e corretti.

Non ci addentreremo nella giungla dei vari concetti quali il fatto che sia sempre opportuno che i bambini affrontino internet con la supervisione di un adulto e soprattutto vi si avvicinino per gradi, proprio per scoprirne le grandi potenzialità e allo stesso tempo esserne messi al sicuro dalle molteplici insidie. Questo aspetto e molti altri non sono oggetto della nostra trattazione, tuttavia non dimentichiamo che questi nostri interlocutori hanno il pieno diritto di essere tutelati e, da parte nostra, il dovere affinché due elementi imprescindibili siano sempre davanti ai nostri occhi come obiettivo da perseguire: la loro felicità e il loro benessere.

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